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Come funziona

Le regole, per intero

Si comprano e si vendono quote di squadre, non di giocatori. Ogni squadra ha una quotazione che si muove sui risultati veri dei cinque campionati europei. Non c'è niente da indovinare sul regolamento: quello che segue è tutto.

Il turno è un weekend

Bundesliga e Ligue 1 giocano 34 giornate, gli altri tre campionati 38: far avanzare tutti dello stesso numero non vorrebbe dire niente. Un turno è un weekend di calendario, e fa giocare i campionati che sono in campo quel fine settimana lasciando fermi gli altri. Al primo turno la Serie A può non aver ancora giocato, e la sua classifica è legittimamente vuota.

Ogni campionato ha la sua cassa: 2.000 monete per la Serie A, 2.000 per la Premier, e così per tutti e cinque. Non si travasa da una cassa all'altra. Con un portafoglio unico converrebbe concentrarsi su un campionato solo; con cinque casse separate serve per forza un'opinione su tutta l'Europa.

Il prezzo del primo giorno

Se ogni squadra aprisse a 100 monete, le prime otto giornate sarebbero una convergenza garantita verso il valore reale: si comprano le big e si incassa senza rischio. Le quotazioni di apertura devono già contenere le aspettative.

Il modello le costruisce da tre segnali: i punti per partita della stagione precedente (45%), una media pesata sulle ultime tre stagioni (20%) e il logaritmo del valore della rosa (35%). Le neopromosse partono da un prior equivalente a circa 40 punti, con un malus prudenziale del 7%. In Serie A il rapporto fra la quota più alta e la più bassa è di circa cinque volte e mezzo: abbastanza perché la scelta conti, non tanto da rendere le piccole irrilevanti.

La quota si muove sulla sorpresa, non sul risultato

È il punto che cambia tutto il resto. La quota non si muove sul risultato ma sullo scarto fra il risultato e l'attesa. Una squadra che vince contro l'ultima in classifica ha fatto quello che il mercato già prezzava: la quota non si muove. La stessa squadra che pareggia perde valore.

Sopra questo nucleo agiscono quattro forze:

Perché la quota scende prima della partita

Si chiama stacco della cedola, e non è un difetto: è la soluzione a un problema serio. Se la quota si muove solo sulla sorpresa, e la sorpresa è per definizione a media zero, allora prevedere correttamente i risultati non paga nulla — corretto in teoria, e disastroso come gioco: chi di calcio capisce si sente preso in giro.

Le cedole a stacco, in breve

Prima della partita la quota scende dell'importo atteso della cedola; dopo la partita chi possiede la quota incassa quella realizzata. Il valore atteso resta zero — nessun arbitraggio — ma l'esperienza diventa «la mia squadra ha vinto, mi hanno accreditato monete».

Una vittoria paga il 4,3% della quota, un pareggio un terzo di quello, una sconfitta niente. Lo stacco che avviene prima è l'importo che ti aspetti in media, dati i pronostici. Su una squadra quotata 100 monete che il mercato dà per favorita ma non sicura — 1,8 punti attesi su 3 — il conto di un turno è questo:

quota prima del weekend100,00
stacco della cedola attesa (4,3% × 1,8 ÷ 3)−2,58
cedola incassata se vince+4,30
cedola incassata se pareggia+1,43
cedola incassata se perde0,00
se vince, prima del movimento sulla sorpresa101,72

Le cedole restano tue: sono accreditate in cassa e non si perdono se la quota poi scende. Sopra questo conto agisce il movimento sulla sorpresa, che è la parte che dipende da come la squadra ha giocato rispetto all'attesa.

Perché comprare i favoriti non è una scorciatoia

Perché è la prima cosa che chiunque prova, e se funzionasse il gioco sarebbe finito in tre settimane: qualcuno troverebbe la strategia che vince sempre, la pubblicherebbe, e non ci sarebbe più niente da decidere. Il primo motore provato aveva esattamente questo difetto — comprare ogni giornata la squadra favorita rendeva il 108% e vinceva 30 stagioni su 30.

Il criterio

Il motore è corretto quando nessuna classe osservabile di squadre — le big, le piccole, i favoriti di giornata, le neopromosse, quelle appena retrocesse — ha rendimento atteso diverso da zero. L'abilità deve stare nel prevedere le sorprese, non nel leggere la classifica.

Non è una dichiarazione d'intenti: è una condizione verificata su undici stagioni di tutti e cinque i campionati, oltre ventunmila partite, con gli stessi parametri calibrati sulla sola Serie A. La distorsione sui favoriti resta a zero in ogni campionato. Il metodo e i numeri sono nel rapporto di ricerca.

Detto in pratica: la big che vince come previsto ti lascia dove eri, e hai pagato la commissione. Il guadagno sta nel comprare prima chi farà meglio di quanto il mercato si aspetta — e nel venderlo prima che l'aspettativa si adegui.

Come si compra e si vende

La classifica

Il patrimonio è la somma della cassa dei cinque campionati più il valore di mercato di quello che possiedi, cedole incluse. Si aggiorna a ogni turno, dopo che i risultati del weekend sono stati confermati. La classifica mostra il patrimonio e la variazione dall'ultimo turno: le squadre che ciascuno possiede restano private.

Le leghe private funzionano con un codice di invito. La lega globale contiene tutti automaticamente.

Cosa non è

Non è una piattaforma di scommesse e non ci si gioca del denaro. Le monete sono virtuali, non si acquistano e non si convertono in nulla, e non ci sono premi di alcun genere. I risultati delle partite arrivano da dati pubblici e vengono confermati a mano prima di ogni settlement, perché un risultato sbagliato scritto in automatico corromperebbe i portafogli di tutti.

Puoi ricevere il riepilogo del lunedì per email, se lo attivi. È l'unica email che il gioco manda, oltre al link per entrare.

Regole — Listino